PIETRO DE MARIA (pianoforte)

Clavicembalo ben temperato I Libro

1. Preludio e fuga a 4 voci in Do maggiore BWV 846
2. Preludio e fuga a 3 voci in do minore BWV 847
3. Preludio e fuga a 3 voci in Do diesis maggiore BWV 848
4. Preludio e fuga a 5 voci in do diesis minore BWV 849
5. Preludio e fuga a 4 voci in Re maggiore BWV 850
6. Preludio e fuga a 3 voci in re minore BWV 851
7. Preludio e fuga a 3 voci in Mi bemolle maggiore BWV 852
8. Preludio in mi bemolle minore e fuga a 3 voci in re diesis minore BWV 853
9. Preludio e fuga a 3 voci in Mi maggiore BWV 854
10. Preludio e fuga a 2 voci in mi minore BWV 855
11. Preludio e fuga a 3 voci in Fa maggiore BWV 856
12. Preludio e fuga a 4 voci in fa minore BWV 857
            *************
13. Preludio e fuga a 3 voci in Fa diesis maggiore BWV 858
14. Preludio e fuga a 4 voci in fa diesis minore BWV 859
15. Preludio e fuga a 3 voci in Sol maggiore BWV 860
16. Preludio e fuga a 4 voci in sol minore BWV 861
17. Preludio e fuga a 4 voci in La bemolle maggiore BWV 862
18. Preludio e fuga a 4 voci in sol diesis minore BWV 863
19. Preludio e fuga a 3 voci in La maggiore BWV 864
20. Preludio e fuga a 4 voci in la minore BWV 865
21. Preludio e fuga a 3 voci in Si bemolle maggiore BWV 866
22. Preludio e fuga a 5 voci in si bemolle minore BWV 867
23. Preludio e fuga a 4 voci in Si maggiore BWV 868
24. Preludio e fuga a 4 voci in si minore BWV 869
 

 

Pietro De Maria
Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano (1990), al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo.

La sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori quali Roberto Abbado, Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseyev, Daniele Gatti, Alan Gilbert, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda, Corrado Rovaris, Yutaka Sado, Sándor Végh.

Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione.
Il suo repertorio spazia da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin. L’integrale è stata registrata per la DECCA e ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica internazionale, tra cui le 5 stelle di Diapason, di International Piano e di Amadeus.

Nel 2010, anno del bicentenario della nascita del compositore polacco, Pietro De Maria è stato invitato a suonare Chopin nelle più importanti sedi internazionali, come Berlino, Parigi, Varsavia, Zurigo, Roma, Festival di Nohant, Pechino e Singapore.

Pietro De Maria insegna alla Scuola di Musica di Fiesole, all’Accademia di Musica di Pinerolo e all’International Engadin Summer Piano Academy che si tiene in Svizzera ogni due anni.
 

Johann Sebastian BACH (Eisenach 1685 – Lipsia 1750)
Clavicembalo ben temperato

Das Wohltemperirte Klavier (BWW 846-893), e cioè, letteralmente, “La tastiera ben temperata “, è un’opera che svolge una funzione didattica e dimostrativa: vuole dimostrare cioè che con il nuovo temperamento equabile è possibile scrivere in tutti i toni maggiori e minori (24) e vuole quindi di conseguenza addestrare l’allievo a muoversi in essi con disinvoltura. “L’allievo”: il figlio Friedemann, dapprima (dato che undici dei Preludi del primo libro si trovano già nel Klavier-Büchlein destinato al figlio), poi la gioventù studiosa in generale. Infatti, la prima parte del Clavicembalo (che contiene 24 Preludi e Fughe), porta il seguente titolo: “Preludi e Fughe attraverso tutti i toni e semitoni, sia maggiori che minori. Ad uso della gioventù studiosa musicale, come anche a particolare ricreazione di coloro che in questo studio sono già versati.”
E quindi scopo dimostrativo e didattico, ma anche dichiaratamente ricreativo: dottrina, disciplina, arte. E se questo è, emblematicamente, il cammino che deve percorrere ogni artista, il Clavicembalo ben temperato può essere preso a paradigma di tutta l’attività creativa bachiana, che sempre risponde ai tre criteri suddetti, criteri che nelle opere maggiori risultano fusi, strettamente intrecciati. Il tutto risolto con quella straordinaria pluralità di accenti e atteggiamenti attraverso i quali Bach riesce ad esprimere l’unitarietà del’’opera e del suo stile. La pluralità è veramente una costante bachiana: la troviamo nelle Passioni, nella Messa, nelle Cantate, nelle raccolte organistiche di Corali; qui nel Clavicembalo, forse perché anche l’opera è particolarmente conosciuta (almeno da parte di chi suona uno strumento a tastiera!), forse perché la sua struttura è più lineare, questa pluralità appare fortemente accentata.
Vediamo alcuni aspetti.
L’accostamento di un Preludio a una Fuga non l’ha certo inventato Bach; ma qui, in quest’opera, l’accostamento ha sempre qualcosa di geniale. Nell’affrontare la tonalità, il Preludio ne rappresenta un aspetto per così dire statico, mentre la Fuga ne costituisce l’elemento dinamico. Ma quale sarebbe stato il senso “musicale” di una raccolta che, una volta stabilita la sua forma tipica, l’avrebbe poi ripetuta per 24 volte nel primo libro e per altre 24 volte nel secondo? Bach, prima ancora che creare, indaga, anzi crea in quanto indaga; e se il suo scopo è quello do mettere il cembalista in grado di sapersi districare in tutte le posizioni della tastiera, lo deve fare anche attraverso un excursus il più possibile ampio di tutte le situazioni – tecniche, stilistiche, espressive – che potrebbe avere l’occasione di incontrare.
E così Bach compie un lungo viaggio attraverso il mondo della musica per tastiera, così come era conosciuto al tempo in cui scriveva, e ce ne dà una formidabile sintesi. Basta osservare i Preludi, che per loro stessa natura di composizione libera presentano la maggior varietà di atteggiamenti: si va dallo stile arcaico della vecchia Toccata a brani che anticipano già lo stile galante; da pagine contrappuntistiche sul tipo dell’invenzione, ad ariosi che sembrano derivare dal mondo dell’opera; da vere e proprie trascrizioni di immaginari movimenti di concerto strumentale, a trasferimenti sulla tastiera cembalistica di sonorità organistiche; dalle danze dell’antica suite, alla forma molto attuale della sonata bipartita. Nelle Fughe la maggiore rigorosità della forma permette minori libertà stilistiche; ma intanto è possibile osservare la gamma di combinazioni. Le Fughe a 5 voci (2), a 4 (19), a 3 (26), a 2 voci (1); inoltre, la ricca e davvero stupefacente invenzione dei soggetti, che mostrano sempre una incisiva personalità, spaziante in tutti i tipi possibili: dal soggetto a note lunghe al tema di danza, da quello arditamente cromatico al soggetto diatonico, da quello costruito sui gradi congiunti a quello con salti; dal soggetto legato e cantabile, a quello decisamente ritmico e balzante.
Eduardo Rescigno

 


INGRESSO:       Interi Euro 15,00     Soci Euro 10,00     M/R Euro 5
TESSERE:  Soci ordinari     Interi € 50    Famigliari € 30    Ridotti € 25
                           Soci nuova iscrizione € 40
Soci sostenitori a partire da € 50

Per il rinnovo delle tessere associative, per informazioni e prevendita biglietti:
Agenzia ALPE BELLUNESE - Belluno - Piazza Martiri, 2/A - tel./fax 0437. 940407
o, nella sede del concerto, mezz'ora prima del suo inizio.

 

 


 

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