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L. VAN BEETHOVEN |
Sinfonia n. 7 op. 92 in la maggiore (1811-1812) Poco sostenuto – Vivace Allegretto Presto – Assai meno presto Allegro con brio |
| F. CHOPIN (1810-1849) |
Concerto n. 2 op. 21 in fa minore per pianoforte e orchestra (1829-1830) Maestoso Laghetto Allegro vivace |
Orchestra di Padova e del Veneto
L’Orchestra di Padova e del Veneto si è costituita nell’ottobre 1966 e nel corso di quarant’anni di attività si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero.
L’Orchestra è formata sulla base dell’organico del sinfonismo “classico”. Peter Maag – il grande interprete mozartiano – ne è stato il direttore principale dal 1983 al 2001, mentre Piero Toso – personalità di riferimento nel panorama violinistico italiano – ne ha ricoperto il ruolo di primo violino solista dalla fondazione al 2009.
Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (dal 1983 al 1992), Guido Turchi (1992-93) e, come direttore musicale, Mario Brunello (2002-2003). L’attuale programmatore artistico dell’Orchestra è Filippo Juvarra (Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiati” 2002).
Nella sua lunga vita artistica l’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale tra i quali ricordiamo: S. Accardo, P. Anderszewski, M. Argerich, V. Ashkenazy, J. Barbirolli, Y. Bashmet, R. Buchbinder, M. Campanella, G. Carmignola, R. Chailly, C. Desderi, G. Gavazzeni, R. Goebel, N. Gutman, Z. Hamar, A. Hewitt, C. Hogwood, L. Kavakos, T. Koopman, A. Lonquich, R. Lupu, M. Maisky, V. Mullova, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, M. Quarta, J.P. Rampal, S. Richter, M. Rostropovich, H. Shelley, J. Starker, R. Stoltzman, H. Szeryng, U. Ughi, S. Vegh, K. Zimerman.
L’Orchestra è l’unica Istituzione Concertistico - Orchestrale (I.C.O.) operante nel Veneto e realizza circa 120 concerti l’anno, con una propria stagione a Padova, concerti nella regione Veneto, in Italia per le maggiori Società di concerto e Festival, e tournée all’estero. Tra gli impegni più recenti si ricordano i concerti diretti dal Maestro Tan Dun per il Festival Pianistico Internazionale “A. B. Michelangeli”, il concerto al Festival “In terra di Siena” diretto dal Maestro Vladimir Ashkenazy, i concerti a Milano per il Festival MITO SettembreMusica 2009 con il pianista e direttore Olli Mustonen, e a Venezia per la Biennale Musica, con musiche di John Adams, Igor Stravinsky, Anton Webern, Frank Zappa e la prima esecuzione assoluta di More objects with destinations (2009) di Ivo Nilsson.
A partire dal 1987 l’Orchestra ha intrapreso una vastissima attività discografica con oltre cinquanta incisioni per le più importanti etichette, tra le quali si segnalano: i Concerti BWV 1054 e BWV 1058 di Bach e il Concerto K 503 di Mozart con S. Richter e Y. Bashmet (Teldec), i Concerti per violoncello di Boccherini con D. Geringas e B. Giuranna (Claves-Grand Prix du Disque 1989), “La Betulia liberata” di Mozart con P. Maag (Denon), l’Integrale delle Sinfonie di Beethoven con P. Maag (Arts), il Concerto K 466 di Mozart con M. Argerich e A. Rabinovitch (Teldec). Più recente è l’uscita dell’oratorio “La Passione di Gesù Cristo” di J.G. Naumann diretto da S. Balestracci (cpo) e del DVD “Homage to Amadeus” con François-Joël Thiollier, pianoforte (Multigram), mentre è di prossima pubblicazione un CD (Sony) dedicato alle musiche di G. Cambini con D. Dini Ciacci, oboe e direttore, P. Carlini, fagotto e P. Brunello, oboe.
L’Orchestra di Padova e del Veneto è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova e Fondazione Antonveneta.
Maffeo Scarpis direttore
Gesto di rara chiarezza e interprete lucido delle ultime voci del Novecento, Maffeo Scarpis affianca agli studi universitari di Sociologia, quelli musicali, dedicandosi prima allo studio del fagotto, violino e pianoforte e poi alla direzione d'orchestra con i maestri Peter Maag e Myung-Whung Chung. Grande successo hanno riscosso le tournèe in India e Israele, dirigendo importanti Orchestre come La Metropolitan London Simphony, la Israel Simphony, l’Orchestra Tchaicovsky di Mosca, l’Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia, l'Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste e l'Orchestra di Padova e del Veneto in prestigiosi teatri quali la Recanati Hall di Tel-Aviv, lo Stein Auditorium di New Delhi, il Bhabha Theatre di Mumbay, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano e il Palazzo Laterano di Roma. Ha registrato per Radio RAI, RAI TRE e RAI International e inciso per le case discografiche Fonit-Cetra, Wide Classique e Velut Luna.
Nel maggio 2010, inaugurerà il Festival internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia con l'Orchestra di Padova e del Veneto e le coreografie del famoso ballerino brasiliano Ismael Ivo. Collabora con prestigiosi solisti quali B.Canino, R.Filippini, F.Manara, M.Sirbu, M.Stockhausen, D.Geringas e attori come M.Ovadia e U.Pagliai.
Maffeo Scarpis è assistente alla Direzione artistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto e Direttore Artistico degli Amici della Musica " Castelfranco Sinfonica".
Leonora Armellini pianoforte
Nasce a Padova il 25 giugno 1992. A quattro anni inizia lo studio del pianoforte con la Prof.ssa Laura Palmieri, sotto la cui guida, a dodici anni, consegue il Diploma di pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione onorevole. Nel luglio 2009 si diploma con il massimo dei voti e la lode presso l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida del M° Sergio Perticaroli. Approfondisce in particolare il repertorio chopiniano con il Maestro polacco Marian Mika e partecipa a Masterclass con i maestri Lilya Zilberstein, Pietro De Maria, Elisso Virsaladze, Jeffrey Swann, Claudio Martinez Mehner e Matti Raekallio. Frequenta inoltre il corso superiore di Composizione nel Conservatorio “C. Pollini” di Padova sotto la guida del M° Giovanni Bonato.
E’ iscritta all’ultimo anno del Liceo Classico.
A partire dai sei anni, vince il primo premio assoluto di categoria in numerosi concorsi nazionali e internazionali (tra cui: concorso “J.S. Bach” di Sestri Levante; concorso “Città di Cesenatico”; concorso “Muzio Clementi” di Lastra a Signa (FI), concorso “Marco Bramanti” di Forte dei Marmi, etc.).
Nell’estate 2005 è vincitrice inoltre della Nona Rassegna Musicale “Migliori Diplomati d’Italia svoltasi a Castrocaro Terme, con incisione di un CD distribuito dalla rivista “Suonare News” e, nel novembre dello stesso anno, all’unanimità, del prestigioso “Premio Venezia” nel Gran Teatro La Fenice. E ancora, nel 2009, ottiene il primo premio al Concorso Internazionale “Camillo Togni” di Gussago - Brescia nella sezione pianoforte e orchestra.
Ha tenuto più di 200 concerti in tutta Italia in sedi prestigiose (Sala S. Cecilia del Parco della Musica di Roma, Teatro Dal Verme di Milano, Sala Puccini del Conservatorio di Milano, Lingotto di Torino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Piccinni di Bari, Alexander Hall di Cortina d’Ampezzo, Teatro Cafaro di Latina, etc.) e a Londra, Vienna, Parigi e New Delhi. Nel giugno del 2009 ha debuttato a New York con un recital alla Carnegie Hall, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. Nel febbraio 2010 è stata invitata a partecipare alla rassegna “Jeunes Virtuoses à Ennejma Ezzahra” di Tunisi.
Ha collaborato come solista con numerose orchestre (Orchestra di Padova e del Veneto, I Solisti Veneti, Kronstadt Philharmoniker, Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, I Virtuosi Italiani, I Solisti di Perugia, Orchestra Bruno Maderna, Orchestra da camera di Kiev, Orchestra Filarmonica Italiana, …) con direttori quali Zoltan Pesko, Anton Nanut, Alexander Rabinovich-Barakowsky, Damian Iorio, Daniele Giorgi, Giordano Bellincampi, Christopher Franklin, Corrado Rovaris, ... eseguendo Concerti di Mozart, Haydn, Schumann, Clara Schumann, Chopin, Gershwin. In luglio 2010 eseguirà il Concerto di Tchaikovsky. Con il soprano Laura Catrani e l’Orchestra di Padova e del Veneto ha eseguito, per il Festival Dino Ciani di Cortina d’Ampezzo, l’aria di Mozart “Ch’io mi scordi di te”, meraviglioso brano di rara esecuzione.
Tra il 2007 e il 2009 ha inciso dal vivo, con l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’integrale delle opere per pianoforte e orchestra di Chopin. E’ recentemente uscita anche un’incisione live del Concerto KV 595 di Mozart.
Ha partecipato a trasmissioni televisive per reti nazionali e regionali, e ha tenuto un recital solistico nell'ambito dei Concerti della Domenica al Quirinale trasmesso in diretta da Radio 3.
Leonora Armellini è stata ospite del Circolo Culturale nel 2007 in un recital all’Auditorium.
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L. van Beethoven (1770-1827) Sinfonia n. 7 op. 92 in la maggiore
La Settima Sinfonia nasce fra l'autunno 1811 e il giugno 1812, in comunione con l'Ottava e con le musiche di scena per "Le rovine di Atene" e "Re Stefano" di Kotzebue. La prima esecuzione pubblica fu organizzata l'8 dicembre 1813 nella sala dell'università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau dell'ottobre precedente: il concerto comprendeva anche due Marce di Dussek e di Pleyel e, dello stesso Beethoven, la Sinfonia "a programma" La battaglia di Vittoria, scritta per celebrare la vittoria di Wellington contro i francesi: opera che, come è stato tramandato non senza una punta di delusione, sconfisse risolutamente ogni altra pagina in quanto a considerazione e accoglienze da parte del pubblico.
Non sarebbe giusto tuttavia tacciare di superficialità i viennesi che lì per lì, sotto l'urgenza dello stimolo patriottico, sembrarono preferire il lavoro occasionale all'opera immortale; per altro, già da quella prima esecuzione, il secondo movimento della Settima, il celebre Allegretto, ottenne un successo strepitoso e se ne dovette dare il bis, circostanza che poi si sarebbe ripetuta in tutte le frequenti esecuzioni dell'opera ancora vivo Beethoven.
L'aspetto estroso, ai limiti della stravaganza, fu uno degli elementi più avvertiti dal gusto del tempo: non solo un arcigno come Friedrich Wieck (il padre di Clara Schumann) percepiva nell'opera la mano di un ubriaco, ma anche un apostolo romantico come Weber individuò eccessi oltre i quali non era più lecito spingersi (più tardi però, nel 1826, doveva dirigerne un'ammirata edizione a Londra); anche la parigina "Revue Musicale", dopo una esecuzione del 1829, in cui l'Allegretto fu regolarmente replicato, giudicava il finale «una di quelle creazioni inconcepibili che hanno potuto uscire soltanto da una mente sublime e malata». Anche l'esaltazione della Settima fatta da Wagner sarà il capovolgimento di queste censure contro la stravaganza e l'eccesso: «coscienti di noi stessi, ovunque ci inoltriamo al ritmo audace di questa danza delle sfere a misura d'uomo. Questa Sinfonia è l'apoteosi stessa della danza., è la danza, nella sua essenza più sublime». Danza quindi come sublimazione di una essenza ritmica, che percorre tutta l'opera in un graduale e costante crescendo d'intensità metrica, da una lenta messa in moto fino al massimo dell'eccitazione.
Non meno esaltante è quindi la strategia complessiva dimostrata da Beethoven nel maneggio di formule e vocaboli spinti all'incandescenza espressiva. Il Poco sostenuto introduttivo si richiama alle ultime Sinfonie di Haydn, alla K. 543 di Mozart, alle Sinfonie n. 1, 2 e 4 dello stesso Beethoven: la sua trasformazione nel Vivace, attraverso la microscopìa di una sola nota ripetuta, è una di quelle invenzioni irripetibili che non consentono altri sfruttamenti, e infatti Beethoven non scriverà più introduzioni lente in questo spirito.
Nel Vivace che se ne sprigiona la continuità ritmica è talmente costante che vengono cancellati i confini tradizionali fra temi principali e secondari; anche la consueta ripartizione di esposizione-sviluppo-ripresa diventa un punto di riferimento secondario rispetto all'unicità dello slancio vitale.
Incorniciato da due accordi degli strumenti a fiato in la minore, l'Allegretto è in forma ternaria, con uso di variazioni e scrittura fugata come nella Marcia funebre dell'Eroica: tiene il posto dell'Adagio o dell'Andante tradizionale, e trasfigura il pathos della confessione in una melanconia distaccata e come lasciata in sospensione dalla pulsazione ritmica anche qui inarrestabile (un dattilo seguito da uno spondeo), che non si interrompe nemmeno nel dolcissimo intermezzo in tonalità maggiore. Nel Presto l'accelerazione ritmica riprende il sopravvento, appena arginata da un Trio (derivato, a quanto pare, da un canto popolare di pellegrini che tuttavia assume qui scoperti caratteri marziali) intercalato due volte, come nella Quarta Sinfonia, al movimento principale; e tuttavia non c'è vero contrasto, perché il Presto si conclude ogni volta su una nota, un La, che resta tenuto e immobile per tutta la durata del Trio; accorgimento, come ha notato l'orecchio finissimo di Fedele d'Amico, «che finisce col costringerci a guardare il Trio, per così dire, dal punto di vista del Presto»; in altre parole, quel La tenuto non disperde l'energia ritmica ma la trattiene e la prepara a una nuova corsa. Il finale, Allegro con brio, il cui tema principale Beethoven aveva già usato nella trascrizione di un canto popolare irlandese, riassume e porta a conclusione tutti quegli aspetti trascinanti, bacchici, messi in luce da Wagner, ai quali nemmeno il gusto moderno, passato attraverso nuovi scatenamenti, riuscirà mai a sottrarsi.
Giorgio Pestelli
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Fryderyk Chopin (1810-1849) Concerto n. 2 op. 21 in fa minore per pianoforte e orchestra
Chopin scrisse il suo primo lavoro per pianoforte e orchestra (Variazioni su un tema del Don Giovanni di Mozart op. 2) nel 1827, il secondo (Grande Fantasia su arie polacche op. 13) e il terzo (Krakowiak op. 14) nel 1828. con le opere 2 e 14 si presentò nell’agosto del 1829 all’esigente pubblico di Vienna, ricevendo un’accoglienza molto cordiale, che faceva ben sperare per le sue ambizioni di concertista. Tornato a Varsavia, Chopin cominciò quindi a lavorare ad n concerto per pianoforte e orchestra, carta da visita indispensabile per chi volesse allora affermarsi nelle grandi capitali europee. Alludiamo al Concerto in fa minore composto a Vrsavia nell’autunno del 1829 e terminato all’inizio del 1830.
L’autore eseguì il concerto in casa sua il 3 marzo 1830: esecuzione di prova, che il 17 marzo fu seguita dalla esecuzione pubblica nel Teatro di Varsavia. [..]
Chopin compose quindi il Concerto in mi minore (che fu poi definito Primo perché pubblicato prima del Concerto in fa minore), e alla fine del 1830 partì da Varsavia con un repertorio da concertista bell’e pronto.
Il Concerto in fa minore fu eseguito da Chopin nel suo concerto d’esordio a Parigi, il 26 febbraio 1832, poi ancora alcune altre volte, e fu pubblicato nel 1836. tuttavia né Chopin divenne un concertista di grido, né il Concerto divenne popolare: mal noto nel corso dell’Ottocento, fu rivalutato da Paderewski, ed entrò poi nel repertorio di tutti i grandi interpreti chopiniani del nostro secolo.
Caratteristica essenziale del Concerto in fa minore, come di tutti i concerti del periodo Biedermeier, è l’assoluto predominio del solista, che suona quasi ininterrottamente, lasciando all’orchestra solo le introduzioni ed i raccordi tra le grandi suddivisioni strutturali. E’ articolato nei tre tempi tradizionali. Primo tempo in forma-sonata classica, con due temi principali e due temi secondari, e con architettura tripartita: esposizione, sviluppo, riesposizione. [..]
L’altro punto caratteristico, nella struttura del primo tempo, riguarda l’abolizione della cadenza alla quale era già pervenuto Beethoven nel Quinto Concerto, fenomeno conseguente all’enorme sviluppo della scrittura virtuosistica del pianoforte, che rende inutile il momento solistico culminante, rappresentato appunto, nel concerto classico, dalla cadenza.
Il secondo tempo, in la bemolle maggiore, è in forma di canzone, con breve introduzione orchestrale ed ampia prima parte, seguita da seconda parte, con ripresa della prima parte. Il tema della prima parte, dolce e sentimentale, con delicate ed aggraziate fioriture, è tipico del Biedermeier. Il tema della seconda parte supera invece gli schemi consueti perché non è un vero e proprio tema, ma un drammatico recitativo del pianoforte su tremolii minacciosi dell’orchestra.
L’ultimo tempo è in forma di Rondò. Si osservi come – secondo un uso allora agli inizi e che si sarebbe poi consolidato tra i compositori delle cosiddette “scuole nazionali” (basti pensare a Grieg, Dvořák e Čajkovskij) – i temi dell’ultimo tempo siano modellati sui caratteri del canto popolare. Il terzo tempo si conclude in fa maggiore.
Il Concerto è dedicato a Delfina Potocka, ma una confidenza del compositore all’amico Titus Woyciechowski del 3 ottobre 1829, dice che il Laghetto fu ispirato dalla cantante Konstancja Gladkowska, amata da Chopin di un amore timidissimo mai rivelato all’interessata.
Piero Rattalino
INGRESSO: Interi Euro 20 Soci Euro 15 M/R Euro 10
TESSERE: Soci ordinari Interi € 50 Famigliari € 30 Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40…..Soci sostenitori a partire da € 50
Si prega di esibire la tessera all'atto dell'acquisto del biglietto.
Per il rinnovo delle tessere associative, per informazioni e prevendita biglietti:
Agenzia ALPE BELLUNESE - Belluno - Piazza Martiri, 2/A - tel./fax 0437. 940407
o, nella sede del concerto, mezz'ora prima del suo inizio.