| Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) |
Lied ohne Worte op. 38 n. 6 in la bemolle maggiore “Duetto” Lied ohne Worte op. 30 n. 6 in fa diesis minore |
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Robert Schumann
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Fantasia in do maggiore op. 17
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| Sergej Rachamaninov (1873-1943) |
Moments musicaux op. 16 N. 1 in si bemolle minore N. 2 in mi bemolle minore N. 3 si minore N. 4 mi minore |
| Daron Hagen (1961) |
Suite for piano (2009) |
| Sergej Prokofiev (1891-1953) |
Sonata op. 83 n. 7 in si bemolle maggiore Allegro inquieto Andante caloroso Precipitato |
MICHAIL LIFITS
E’ nato in una famiglia di musicisti a Tashkent (Uzbekistan) nel 1982 ed ha iniziato a studiare pianoforte all'età di 5 anni. A 7 anni è entrato alla "Republican Special Music School Vladimir Uspensky", scuola per bambini di talento, dove ha studiato con Tamara Popovich e Marat Gumarov. A 9 anni ha suonato per la prima volta in pubblico, in Uzbekistan e successivamente in Russia, Ucraina, Austria, Italia, Germania, Francia, Svizzera e Giappone.
Nel1995, tredicenne, è stato invitato dalla National Philharmonic Orchestra diretta dal Prof. Zokhid Khaknazarov.
Dal 1996 Lifits suona in Germania. Nel 1998 è stato "artista ospite" della German Television (ZDF - 2) ed ha tenuto un récital in Germania al "Rheingau Musik Festival" per giovani artisti.
Nel 1999 ha iniziato gli studi alla "Hochschule fuer Musik und Theater" ad Hannover.
Nel 2003 ha vinto il Primo Premio ed il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale Silvio Bengalli in Val Tidone, a Pianello. Subito dopo ha tenuto una tournée in Italia, con rècital anche all'Università Bocconi di Milano. L’anno seguente, ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale Città di Treviso (46^ edizione), ed è stato inviato ai Festival della Val Tidone e di Limone sul Garda.
Nel 2005 è entrato all'Accademia Pianistica di Imola "Incontri col Maestro", dove ha frequentato la classe di Boris Petrushansky.
Nel 2006 Michail Lifits ha partecipato ai Festival di Auvers-sur-Oise e Annecy in Francia e, a settembre, ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale "Antonio Napolitano" a Vietri sul Mare ed il Primo Premio, il Premio con Orchestra ed il Premio Speciale per la migliore interpretazione di Chopin al 19 Concorso Internazionale Rina Gallo a Monza, premi seguiti da una serie di concerti in Italia, fra i quali al Festival "Valentiniano" di Orvieto ed al Teatro Manzoni di Monza.
Il 2007 è stato un anno ricco di impegni concertisti: in Francia, a Sulmona, al Festival Crans-Montana in Svizzera in rècital ed in duo con Michel Dalberto, nella stagione dell'Orchestra Sinfonica del Friuli e Venezia Giulia diretto da Lev Markiz, al Festival estivo di Auvers-sur-Oise (Francia), ai "Concerti d'estate a Villa Guariglia" a Vietri sul Mare, a Manerba in "Armonie sotto la Rocca" e a Baselga di Piné e a Trento con l'Orchestra "J. Futura" diretta da Maurizio Dino Ciacci, in récital al "XXII Festival Valentiniano".
Nel febbraio 2008 ha suonato in récital a Londra e nel marzo al Festival "Russians. Musica e Follia" a Brescia. Dall'aprile 2008 studia alla Hochschule fur Musik und Theater di Hannover nell'atelier del Prof. Bernard Goetzke; da allora si è esibito in récital a Crema, Parigi, ai Festival francesi "Issoire" e "Le Vigan" ed al "Kissinger Sommer" in Germania.
Nel 2009 Michail Lifits ha vinto in USA il Primo Premio "Hilton Head International Piano Competition" così come il Primo Premio al 57° Piano International F. Busoni di Bolzano. Nella stagione 2009/2010 è stato in Polonia ("International Piano Festival") e sarà negli Stati Uniti, in rècital e con orchestra, dove debutterà anche a New York alla Carnegie Hall.
Felix Mendelssohn-Bartholdy: Lied ohne Worte op. 38 n. 6 in la bemolle maggiore “Duetto”
Lied ohne Worte op. 30 n. 6 in fa diesis minore
«La musica è un linguaggio troppo preciso per essere tradotto in parole». La definizione è di Mendelssohn che, avendo ricevuto assieme alle doti di musicologo il genio del compositore, non si dilungò in dotte disquisizioni ma scrisse 56 Lieder ohne Worte, cioè «Romanze senza parole». Canzoni pianistiche capaci di raccontare, senza ricorrere a versi e rime, i possibili sentimenti dell' animo umano, una sorta di diario intimo che accompagnò l' autore dai 19 anni alla morte. Furono spesso scritte come dono a parenti ed amici per comunicare il significato delle cose che amava e delle proprie emozioni, come la prima delle Romanze, composta nel 1828 a soli diciannove anni, regalata alla sorella Fanny per il suo compleanno. ''Spesso - diceva lo stesso Mendelssohn - tutti si lamentano dell'ambiguità della musica e che all'ascolto tutto suona così incomprensibile per chi è, come noi, abituato alla parola. Nel mio caso accade l'esatto contrario: non è così impossibile spiegare a parole le cose che amo e che esprimo con la mia musica, tanto sono chiare ed evidenti”.
Robert Schumann: Fantasia in do maggiore op. 17
La Fantasia op. 17 è il capolavoro di Schumann tra le composizioni giovanili di vasto respiro; più delle sonate, infatti, per la sua forma libera essa si prestava a tradurre musicalmente la storia di un’anima: “Il primo tempo è davvero quanto di più appassionato abbia mai fatto – un profondo sospiro per te” scrive Schumann a Clara (marzo 1835). E’ uno spirito profondamente romantico, uno spirito che qui si rivela sempre teso in un’inappagabile Sehnsucht (anelito), che aspira tuttavia alla sosta, al ripiegamento sull’attimo perfetto in cui nessuna barriera più impedisca l’armoniosa conciliazione degli opposti. Già Friedrich Schlegel aveva unificato ed identificato Sehnsucht e Ruhe (anelito e quiete): “Solo nell’anelito troviamo la quiete. Anzi la quiete è tale solo se nulla distoglie il nostro spirito dall’anelare e dal cercare.” La Sehnsucht intesa cioè come un’aspirazione appassionata verso qualcosa di indefinibile, un “desiderare che si esaurisce da sé per il piacere del desiderio”. La pace è possibile solo nel desiderio che, non giungendo mai a compimento, non avendo meta, è statico.
Ida Cappelli
Sergej Rachamaninov: Moments musicaux op. 16
I tratti essenziali dell’arte di Rachmaninov – brevi frasi melodiche concepite sotto la spinta di impulsi emotivi, solida costruzione orchestrale, intima adesione all’eredità culturale tardoromantica appresa da Tchaikovsky – sono riconoscibili in tutta la sua produzione costituita da lavori operistici ed orchestrali, musica sacra, composizioni pianistiche e Lieder, genere da lui introdotto in Russia.
Parlando della sua musica, egli si definì incapace di scriverne su formule e teorie preconcette: “La musica, secondo me, dev’essere l’espressione della complessa personalità del compositore. La musica deve esprimere il paese di nascita del compositore, i suoi amori, la sua religiosità, i libri che l’hanno influenzato, le pitture che ama. Dev’essere la somma totale delle sue esperienze. ”
Momenti Musicali è una raccolta di sei brani pianistici che Rachmaninov compose nel 1896 in un breve arco di tempo (da ottobre a dicembre), spinto dalla necessità di un rapido guadagno. Pur costituendo un unico corpo di opere, ognuno di essi assume identità propria, sia per ispirazione che per sviluppo tematico, e rappresenta una sintesi della maturità artistica raggiunta da Rachmaninov fino a quel momento.
Il primo Momento è un Andantino in si bemolle minore nel cui tema iniziale in forma di Notturno, è riconoscibile l’influenza di Schubert; il secondo, un Allegretto in mi bemolle minore, è invece un esempio tipico di Studio in uso nel XIX secolo secondo i canoni stilistici di Chopin. Considerato il pezzo più russo della raccolta e ancora diverso rispetto ai precedenti, l’Andante Cantabile in si minore è una sorta di “sogno introspettivo” il cui andamento oscilla tra il genere “Canzone senza parole” e “Marcia funebre”. Il quarto Momento, Presto in mi minore, il più veloce e corto, si connota in modo simile al secondo in mi bemolle minore; anche qui è riconoscibile la lezione chopiniana sia nell’uso della mano sinistra che nel ricorso a particolari sonorità.
Daron Hagen: Suite for piano cifra
Formatosi alle prestigiose scuole Julliard e Curtis, Daron Hagen (1961) comincia ad affermarsi negli anni ’80, grazie alla collaborazione con importanti istituzioni musicali, con orchestre (New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra), con ensembles e solisti. Attivo come pianista, direttore d’orchestra e direttore artistico di festivals e stagioni operistiche, Hagen riceve importanti riconoscimenti che ne diffondono il nome a livello internazionale. Suoi lavori, in qualità di compositore e di interprete, sono registrati da varie etichette discografiche.
Parlando della sua Suite for piano (2009), Haron la definisce un’opera concepita da un pianista, nella quale la scrittura acquisisce connotazioni di carattere specificamente pianistico.
Il primo movimento, Toccata, in forma di rondò veloce e virtuosistico, riprende un tema di Hagen che risale agli anni ’80 della Julliard School: un divertente gioco di note con influenze jazzistiche. Il secondo movimento “Sarabanda“ è una sorta di ritratto musicale della madre, scritto pensando al grande Leonard Bernstein. Il terzo movimento, Aria, contiene la citazione di un’altra opera di Hagen, “Amelia” dal nome di una giovane che vi canta un’ode alle stelle. Il finale Meddley sviluppa un frammento di ballata irlandese in un susseguirsi di contrasti chiaroscurali, con inserimenti di alcune idee tratte dai precedenti movimenti.
Sergei Prokofiev: Sonata op. 83 n. 7 in si bemolle maggiore
Prokofiev terminò la settima sonata verso la fine del 1942, inviando in tutta fretta lo spartito definitivo a Sviatoslav Richter che, malgrado le difficoltà tecniche enormi di quest’opera, se ne appropriò in soli quattro giorni. Dopo averne dato la prima esecuzione a Mosca, Richter annotò: “Il lavoro aveva conseguito un vivo successo … Prokofiev era presente e venne chiamato a gran voce … e tutti volevano riascoltare la sonata una seconda volta. Gli ascoltatori afferrarono lo spirito di questo spartito che rispecchiava chiaramente i loro più intimi sentimenti.”
Delle tre Sonate di Guerra la Settima fu la prima ad entrare in repertorio e nel mese di marzo 1943 ricevette il Premio Stalin (secondo posto).
Il primo movimento, molto compatto, bilancia energicamente un vigoroso Allegro inquieto a passo d’oca con leggeri passaggi andantino che evocano un languido trasognare. Il contrasto più violento ha luogo tuttavia tra gli imponenti primo e ultimo movimento e l’Andante caloroso centrale, molto nostalgico, che sembra guardare disperatamente a ritroso verso un mondo rosato, colmo d’estasi giovanile ed animato da lievi armonie blues. La sezione intitolata molto a proposito Precipitato è un autentico turbine di una temerietà pianistica folle ed inesauribile, in tempo 7/8, che spinse il compositore Miaskovskj a descriverlo con grande entusiasmo come “superbamente selvaggio”.
Julian Haylock
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
COMUNE DI BELLUNO – PROVINCIA DI BELLUNO
INGRESSO: Interi Euro 15 Soci Euro 10 M/R Euro 5
TESSERE: Soci ordinari Interi € 50 Famigliari € 30 Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40…..Soci sostenitori a partire da € 50
Si prega di esibire la tessera all'atto dell'acquisto del biglietto.
Per il rinnovo delle tessere associative, per informazioni e prevendita biglietti:
Agenzia ALPE BELLUNESE - Belluno - Piazza Martiri, 2/A - tel./fax 0437. 940407
o, nella sede del concerto, mezz'ora prima del suo inizio.