S. GOTTARDO
Ritorna anche quest’anno la musica negli Ospizi di S. Gottardo e Candaten, a rinnovare la memoria di luoghi che hanno avuto la loro ragion d’essere nel dono dell’ospitalità. Luoghi ai quali il Circolo Culturale Bellunese rivolge da tempo la sua attenzione, intitolando ad essi il ciclo “Musiche nelle Chiese e negli Antichi Ospizi” tanto che nel 2011 si raggiungerà il traguardo della XVI edizione.
Quest’anno, fino al 30 agosto, presso il Museo Diocesano di Feltre, è in atto una mostra che riguarda questi luoghi in modo specifico: «Il Medio Evo delle Dolomiti: ospitalità, fede, arte. Codici, sculture e dipinti dagli ospizi della Val Cordevole». A tale proposito c’è da osservare che la tela con l’immagine del Santo, abate e vescovo di Hildesheim dal 1022, e le statue in legno dei “Dodici apostoli», esposte in mostra, provengono proprio da S. Gottardo.
Due i concerti negli Ospizi, ai quali concorrono la Regione Veneto, i Comuni di Sedico e Sospirolo, la Fondazione Cariverona, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il primo nella Chiesa di S. Gottardo, dove domenica 5 giugno alle ore 17.30 il Coro Polifonico C.T.G. di Belluno diretto da don Sergio Manfroi eseguirà un programma dedicato al canto nella liturgia, con particolare riferimento al passaggio dalla monodia alla polifonia. Sarà interessante verificare tale “trasformazione” nel caso di brani che portano lo stesso titolo, ma che appartengono a momenti successivi della produzione corale: da un lato la cultura gregoriana, dall’altro gli autori che nei secoli ne ripresero i contenuti, arricchendone le motivazioni e le sonorità. In programma, fra gli altri T.L.de Victoria (1548-1611), A. Bruckner (1824-1896), L. Perosi (1872-1956).
E’ quasi superfluo presentare il Coro C.T.G., una realtà musicale attiva nella nostra città dal 1965, nella quale si sono succeduti cantori di diverse età, uniti dalla comune passione per il repertorio sacro, offerto sia durante l’accompagnamento liturgico che nei concerti.
La ricerca degli spartiti, lo studio, gli esercizi vocali, le prove sono per tutti i componenti del coro occasioni di incontro e di crescita, il cui frutto si rivela ad ogni esecuzione. Anima e guida del Coro fin dalla fondazione è don Sergio Manfroi, a cui va il merito di risultati tanto pregevoli.
Coro e Direttore si avvarranno della collaborazione del maestro Giovanni Piol, organista titolare della Basilica Cattedrale di Belluno dal 1984.
Il concerto di S. Gottardo sarà preceduto dalla visita alle antiche Chiesette di S. Michele, in località Pascoli, e di S. Stefano, in località Gron. L’incontro dei partecipanti è fissato alle ore 15.00 nella piazzetta di MIS (frazione di Sospirolo), da dove si proseguirà in automobile prima a S. Michele, poi a S. Stefano per raggiungere infine S. Gottardo, in tempo per il concerto. Guiderà il gruppo la prof.ssa Attilia Troian.
Il secondo appuntamento, a Candaten, dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, domenica 12 giugno alle ore 17.30, offrirà all’ascolto musiche della tradizione siciliana di ieri e di oggi per strumenti a fiato etnici. Ne sarà protagonista Giancarlo Parisi.
CANDATEN
Giancarlo Parisi sarà il protagonista del secondo appuntamento del ciclo Musiche nelle Chiese e negli Antichi Ospizi, previsto a Candaten, nella sede dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, domenica 12 giugno alle ore 17.30. Nel concerto saranno proposte musiche della tradizione siciliana di ieri e di oggi per strumenti a fiato etnici, che riprendono nel titolo i versi di Salvatore Quasimodo “Pastore d’aria”.
Siciliano doc, Giancarlo Parisi è diplomato in flauto e vanta una esperienza non solo nella musica etnica, ma anche in quella leggera d’autore (bastino i nomi di De André, Bertoli, Mannoia, Finardi).
Canta, suona il flauto, l'ottavino, il sax soprano, il sax tenore, la zampogna a paro, il friscalettu e la ciaramella. E’ un musicista in costante ricerca, che ama gli strumenti veri, che richiamano alla mente, con il loro suono e la loro forma, culture e tradizioni che non esistono quasi più; quelli fatti ancora a mano da sconosciuti quanto incredibili artigiani. Eccolo così ricercare sulle montagne dei Peloritani i pastori depositari dei segreti di antichi strumenti come la zampogna e "u friscalettu"; eccolo approfondire con loro sia la tecnica di costruzione che di accordatura della zampogna, strumento per il quale ha composto un concerto con orchestra; eccolo infine registrare l'album "L'otre di Eolo", una sorta di viaggio a ritroso nel tempo, nelle pieghe più affascinanti della cultura mediterranea.
A Candaten ci aspetta dunque un ascolto raro, che ci avvicinerà ad un mondo rurale e pastorale lontano e diverso dal nostro, al quale non mancherà l’accoglienza che contraddistinse gli Ospizi della Val Cordevole.
Luisa Coin