AL PIANOFORTE PER IL CIRCOLO IL VENTENNE GUARRERA il 29 MARZO 2011

 

Martedì 29 marzo, l’Auditorium di Piazza Duomo (ore 20.45) ospiterà il concerto di Giuseppe Guarrera, vincitore del concorso pianistico “Premio Venezia”, riservato ai migliori diplomati nei conservatori italiani.
Nato nel 1984 grazie alla felice iniziativa dell’Associazione “Amici della Fenice”, a cui offrono indispensabile collaborazione la Regione Veneto, il Teatro La Fenice e la Città di Venezia, il Premio è divenuto il più importante concorso italiano, rappresentativo fra l’altro del livello della scuola pianistica del nostro paese. 
I vincitori delle passate edizioni costituiscono in molti casi punte di eccellenza del panorama concertistico  attuale, non solo nazionale.
Altri motivi di orgoglio del Concorso sono dati dal numero delle associazioni che ospitano un concerto della cinquina dei vincitori, dalla generosità dei premi, dalla partecipazione del pubblico, veneziano e non, che nella serata finale gremisce il Teatro La Fenice.
Nell’edizione 2010 si è imposto Giuseppe Guarrera.
Esile, quasi timido nel prender posizione davanti alla tastiera, in sede di concorso Guarrera ha rivelato un equilibrio interpretativo ammirevole, eseguendo i vari pezzi con piglio sicuro e personale.
Nato ad Enna nel 1991, ha iniziato gli studi nel Conservatorio di Catania e li ha proseguiti in quello di Trieste, diplomandosi con il massimo dei voto e la lode; infine è approdato a Gorizia, dove  segue i corsi del m° Gadjiev presso il centro sloveno di educazione musicale “E. Komel”.
Durante gli studi curricolari ha frequentato masterclass, ha svolto attività concertistica, ha partecipato a vari concorsi, ultimo dei quali il “Premio Venezia”.
Il suo concerto all’Auditorium si sviluppa lungo una percorso espositivo che associa tre autori: Chopin (1810-1849), Liszt (1811-1866) e Rachmaninov (1873-1943).
Chopin e Liszt sono uniti da un comune sentire romantico, che il primo risolse in un pianismo caratterizzato “dalla delicatezza del tocco e dalla raffinatezza dei coloriti, dall’immaginazione alata e dal sognante incanto”; il secondo tradusse in una scrittura composita, variegata nei toni e nelle ornamentazioni, volta ad ottenere sonorità orchestrali.   
I due si incontrarono nel 1831, la sera del primo concerto di Chopin a Parigi. Con la generosità che gli era propria, Liszt presentò il nuovo amico alla Parigi intellettuale e mondana come un fulgido astro e da allora fra i due si stabilì una sorta di fraternità artistica.
Di Chopin ascolteremo Barcarola, Notturno op. 48 n. 1, Grande valse op. 42, Mazurca op. 63 n. 3 e op. 56 n. 2 , Polacca op. 44; di Liszt Rapsodia spagnola.
Quanto a Rachmaninov, ascolteremo quattro pezzi da Etudes-tableaux, quindi, in chiusura, Lilacs e Daisies. In essi il Maestro coniuga le avanguardie tecniche lisztiane con le magie della poesia chopiniana e, con grande sensibilità strumentale, elabora un linguaggio di estrema raffinatezza, pervaso di profondo lirismo e di malinconia, anche quando ritrae immagini gioiose quali un mazzo di lillà (Lilacs) o un campo di margherite (Daisies).
Luisa Coin
 

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